Accessibility Tools

Skip to main content

Armenia: “Finale amaro, siamo dispiaciuti”

24 Maggio, 2026

Il direttore generale grigiorosso Paolo Armenia è intervenuto in conferenza stampa al termine di Cremonese-Como.

“La classifica finale parla chiaro, la Cremonese è retrocessa. C’è grande dispiacere e amarezza. Ci dispiace per la città di Cremona, i tifosi della cremonese e il cavaliere Giovanni Arvedi che per primi avrebbero meritato la salvezza. L’obiettivo iniziale era mantenere la categoria, purtroppo non ci siamo riusciti e il risultato finale è chiaro. Siamo partiti pensando di aver costruito una squadra di un certo equilibrio, con tanti giocatori che avevano già fatto la Serie A e un allenatore esperto con alle spalle diverse salvezze: il campo non ci ha dato ragione, nonostante il girone di andata abbia dato dei risultati positivi. Dopo si è interrotto qualcosa, pensavamo di poter aggiustare le cose con il mercato di gennaio e invece non è stato sufficiente. Quando c’è una retrocessione le cose non sono andate come previsto, ora sarà la proprietà a fare le giuste riflessioni. Pensavamo di poter regalare un sogno a questa città dopo tanti anni e non è stato così. C’è grande amarezza nei confronti della città e della proprietà”.

Da dove si riparte?
“Non è la sconfitta di oggi ad aver determinato la retrocessione, significherebbe sbagliare tutto. Abbiamo sbagliato perdendo punti per strada nel girone di ritorno, è innegabile. Per quanto riguarda il futuro sarà la proprietà a dettare gli obiettivi e fare le giuste riflessioni. Cremona ha la fortuna di avere una realtà importante che dà una certa solidità, ora è il momento delle riflessioni per ripartire con il piede giusto. Questa esperienza deve farci aprire gli occhi, abbiamo visto cosa succede alle squadre che sono retrocesse e l’anno dopo hanno fatto male. Due anni fa abbiamo fatto la finale di Venezia e l’anno dopo abbiamo vinto i playoff, ripetersi non è facile ma c’è tempo per fare queste valutazioni”.

È una delle retrocessioni peggiori della storia della Cremonese. A prescindere dalla decisione della proprietà, ci sarà un’assunzione di responsabilità?
“Non sono d’accordo con la prima considerazione. Sicuramente è giusto dire che sono stati gettati al vento i punti dell’andata, quando una neopromossa fa 22 punti e nel ritorno ne fa meno qualcosa non ha funzionato. Non è la serata per attribuire le responsabilità, ma chiaramente quando c’è una retrocessione qualcosa non ha funzionato”.

Nel corso della stagione la società non è mai intervenuta in conferenza stampa. Perché?
“La società non fa conferenze se non quelle di giocatori e allenatori per dare spazio ai protagonisti, anche altre società fanno così. Sicuramente rifletteremo su questo aspetto, la comunicazione è un aspetto fondamentale. Mi permetto di dire che molte volte le cose si possono chiarire anche senza una conferenza stampa, io ho sempre risposto a qualsiasi tipo di informazione o delucidazione dovuta”.

Ritiene che la società dovesse intervenire prima, dopo le prime sconfitte, anche facendosi sentire nei confronti della squadra?
“La società è intervenuta. Questo fa parte di cose che non vengono dette in conferenza stampa, ma vanno fatte e portate avanti con logica. A gennaio si pensava che la soluzione potesse essere il mercato, la proprietà ha investito sulle richieste dell’allenatore. Non ha funzionato, abbiamo cambiato allenatore e non è servito. Nessuno ha la palla di vetro”.

C’è qualcosa da cui ripartire?
“Ciò che si dice stasera è solo dettato dall’emozione. Le riflessioni vanno fatte con calma e lucidità, potremmo dire cose sugli arbitraggi ma non lo faremo e non siamo retrocessi per l’arbitraggio di stasera”.

Cosa non ha funzionato?
“Sicuramente qualcosa è mancato, dire qualcosa è difficile. Quando parlavo della scelta fatta sull’allenatore e le salvezze ottenute negli ultimi anni… Nicola non è riuscito ad invertire la rotta, così come Giampaolo”.

Perché la società ha scelto di non rispondere in merito alle insinuazioni delle ultime settimane?
“La Cremonese ha una proprietà e uno stile. Rispondere a delle nefandezze, perché questo sono, è qualcosa a cui la Cremonese non si abbassa. La proprietà non si mette al livello di chi ha osato mettere in dubbio delle cose che hanno offeso anche l’Udinese, in questo caso. Quando si sceglie di tacere non è passività, ma stile di comportamento. Chiaramente ci si può aspettare una risposta, ma noi non siamo la società che risponde a questi signori che vanno in televisione o si permettono di fare scrivere certe cose”.