Romano Floriani Mussolini: “Arrivo con umiltà, voglio imparare da tutti”
Prima presentazione in casa grigiorossa: questa mattina, presso la sala stampa del Centro Sportivo “Giovanni Arvedi”, il difensore Romano Floriani Mussolini è intervenuto per rispondere alle domande dei giornalisti presenti. Ad introdurre la conferenza è stato il direttore sportivo Simone Giacchetta: “Romano è un giovane calciatore che conosciamo bene e non ha bisogno di ulteriori presentazioni, abbiamo riconosciuto le sue capacità dai tempi della Primavera della Lazio fino alla scorsa stagione con la Juve Stabia. Ritengo si tratti di un calciatore dalle prospettive importanti, ciò che mi ha colpito in questi giorni è la sua persona: parliamo di un ragazzo con valori importanti, educato e con il giusto atteggiamento nei confronti di un ambiente nuovo e di una categoria nuova. Sono certo che con questi valori potrà fare una carriera di alto livello”.
“Penso che la Cremonese rappresenti l’occasione giusta per me, per tanti fattori: la scorsa stagione l’ho affrontata da avversario in campionato e ai playoff e mi sono rimasti impressi sia il tifo coinvolgente che lo stadio, che trovo molto bello – ha esordito il terzino grigiorosso -. Sono tutte cose che hanno inciso sulla mia scelta di venire qui, dove in più ho trovato un centro sportivo importante e un’organizzazione che mi ha colpito in positivo. La trattativa è stata molto veloce perché ero convinto sin dall’inizio e ritenevo fondamentale poter lavorare già a partire dal raduno: ho già legato molto con i miei compagni e il mister mi ha fatto un’ottima impressione, sta già cercando di trasmetterci i suoi principi in entrambe le fasi”.
Sulle sfide che lo attendono, sia a livello personale che di squadra, il classe 2003 ha dichiarato: “Sappiamo che sarà un anno intenso, in cui affronteremo tante gare difficili, ma sono convinto che la Cremonese porterà tanti tifosi allo stadio: sarà nostro compito guadagnare il loro sostegno nel corso della stagione. A livello personale spero di fare un’esperienza importante, migliorando nelle letture di gioco e in entrambe le fasi. Come ruolo direi che posso agire in qualsiasi posizione sulla fascia, perché con la Lazio ho fatto il terzino mentre a Castellammare agivo più da esterno di centrocampo e con mister Zeman a Pescara mi alzavo molto, quasi da attaccante”.
“Credo che per affrontare questa avventura serva prima di tutto umiltà, perché adattarsi all’ambiente e alla società è fondamentale. E poi lavorare tanto, sbagliare e imparare cercando di rubare con gli occhi tutto il possibile dai giocatori più esperti di me, aggiungendo un tassello in più giorno dopo giorno. Nel tempo libero mi dedico allo studio di scienze dell’amministrazione dello sport e del calcio e non vedo l’ora di scoprire la città facendo delle passeggiate con la mia ragazza e il mio cane. Le discussioni riguardanti il mio cognome? Io sono qui solo per esprimermi in campo, nient’altro. Voglio metterlo subito in chiaro”.

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