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Nicola: “Mettiamoci in gioco con ancora più energia e convinzione”

14 Febbraio, 2026

“Sappiamo che raggiungendo il nostro obiettivo renderemmo felici sia noi che una città intera, e ogni partita è un’occasione per fare un passo in avanti”. Mister Davide Nicola è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Cremonese-Genoa, sfida di Serie A Enilive che i grigiorossi affronteranno domani alo Stadio Zini (fischio d’inizio ore 15). Ecco le sue dichiarazioni.

Negli scorsi giorni, in casa rossoblù, si è parlato dell’arbitraggio in merito alle ultime due sfide di campionato. In vista delle prossime giornate, crede che debba esserci maggiore dialogo tra la classe arbitrale e le società?
“Domanda complessa, chiaramente si può sempre migliorare e trovare una via comune nelle interpretazioni, ma in campo il confronto c’è e si può fare meglio. Credo che sia anche un discorso culturale legato al modo di essere di noi italiani, stiamo attenti a tutto. Parto dal presupposto che questo lavoro non si può fare senza avere fiducia nelle istituzioni e in tutte le componenti coinvolte, poi capita a tutti di avere sia situazioni a favore che contro. Io posso dire quello che penso e ciò che migliorerei, il resto sono mind games usati per spostare le attenzioni o destabilizzare. Credo che la Cremonese abbia dimostrato di credere in ciò che fa e avere rispetto di tutti, gli altri lo interpreteranno secondo il loro pensiero”.

La tranquillità di un ambiente come Cremona è un aspetto positivo o la pressione potrebbe dare qualcosa in più?
“Io ritengo Cremona un ambiente passionale, almeno per quanto riguarda la mia esperienza. Questa mattina abbiamo avuto un bellissimo confronto con i nostri tifosi, che sono venuti in massa ed è chiaro che a 14 giornate dalla fine tutti vogliamo raggiungere qualcosa di estremamente importante. Ai ragazzi dico sempre che chi desidera davvero qualcosa e lavora quotidianamente per raggiungere l’obiettivo, implicitamente accetta di convivere con determinati timori di poter sbagliare o commettere errori. Da questo punto di vista non bisogna mai dimenticare che ciò che senti dentro serve ad auto motivarti ancora di più, e l’unica cosa controllabile è prepararsi a performare. Sappiamo che raggiungendo il nostro obiettivo renderemmo felici sia noi che una città intera, e ogni partita è un’occasione per fare un passo in avanti. Spirito e organizzazione, così come l’equilibrio e l’energia, sono fondamentali per raggiungere i propri obiettivi. Accettare questi rischi fa parte dello sport e della vita di tutti noi, anche in questi momenti si possono scoprire ulteriori risorse. Vogliamo dare tutto con un preciso obiettivo da raggiungere: noi crediamo in questo”.

Quali sono le condizioni del gruppo?
“Vandeputte si è aggregato al gruppo e quindi ci sarà, il mercato ci ha dato una mano sia a livello numerico che di intraprendenza. Abbiamo incontrato due grandi squadre dimostrando di crederci e ci siamo ulteriormente allenati per affrontare le ultime 14 partite. L’attenzione è riservata al prossimo impegno, la squadra è viva, motivata e sa che c’è una gara da affrontare con energia e attenzione pazzesca. Andiamo avanti e cerchiamo di produrre quel lavoro mentale che ci permette di raggiungere ciò che vogliamo”.

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Dopo la sfida di andata il Genoa ha svoltato il proprio campionato. Come vede gli avversari in questo momento?
“Le squadre in corsa per il nostro obiettivo sono quelle che ci si aspettava, c’è chi è più avanti e chi più indietro. Tutte le formazioni fanno punti quando riescono ad avere continuità, noi abbiamo fatto il nostro percorso e sappiamo che si apre una fase del campionato in cui servirà performare per ottenere ciò che vogliamo e mettersi in gioco con ancora più energia e convinzione insieme alla nostra gente. Il Genoa è una squadra consolidata, con un nome e una storia dietro: giocandosela con una squadra del genere i nostri ragazzi hanno dimostrato di avere fatto un grande lavoro sin qui e ora serve farne un altro”.

Che Genoa si aspetta domani? Una squadra che cercherà di passare in vantaggio nei minuti iniziali?
“La domanda è che tipo di Cremonese vogliamo mostrare al Genoa. Io penso che ci siano parti migliorative che abbiamo analizzato, come in ogni campionato ci sono fasi in cui si è più o meno performanti. Ma proprio perché è un percorso, sia io che i ragazzi vogliamo dimostrare che lo spirito mostrato in certi momenti può essere mostrato per tutta la partita. Mi aspetto qualunque avversario con la stessa intensità con la quale preparo le partite con i ragazzi, l’importante è ciò che vogliamo dimostrare noi”.

Negli scorsi giorni ha ricevuto il premio Gentleman, mentre mister Stroppa ha ricevuto la panchina d’oro Serie B per la promozione dello scorso anno. Pensa sia la fotografia di una società che vede lontano?
“Mi auguro che la società sia soddisfatta del mio operato, io circoscrivo il premio a due fattori. Il primo è l’orgoglio di averlo ricevuto in questo contesto per i valori che ha. La sfida che ho accettato è bellissima, secondo me ci sono mezzi da costruire insieme e possibilità di dimostrare che dietro alla Cremo ci sono idee e valori. Il percorso per mantenere la categoria è ricco di insidie, ma fa parte del percorso della vita. Il secondo riguarda il fatto che il premio è legato a ciò in cui credo, sono estremamente passionale ma non penso che uscire da certi range possa dare più vantaggio. La forza interiore si mostra attraverso il rispetto dell’ambiente e delle persone con cui si lavora”.

In virtù del secondo tempo contro l’Atalanta potrebbero esserci delle novità di formazione?
“Le caratteristiche dei giocatori influenzano alcune strategie di gioco, sviluppo e interpretazione difensiva. Ma è anche vero che abbiamo mantenuto le altezze di campo in funzione al corso della partita, nel calcio di oggi l’abilità sta nel portarsi da un’altezza all’altra con velocità e qualità. Secondo me la differenza la fa il riappropriarsi della convinzione in ciò che facciamo: le squadre devono avere il giusto equilibrio, accettare ciò che porta il contesto emotivo di una partita e pensare di esprimere sé stesse. Questo stiamo ricercando, perché ce l’abbiamo”.

Il fattore campo potrebbe essere uno strumento in più?
“Il fattore spirito, del dare tutto, è la vera forza della Cremonese fino ad oggi. Mantenendola ed aumentandola per raggiungere ciò che si desidera può fare la differenza. Io lo sento da parte della nostra gente, che ci trasmette grande carica, e voglio far vedere a tutta Italia che questo è un ambiente particolare. Allo stesso tempo serve la leggerezza che permette di fare le cose con più velocità e qualità”.