Berti: “Abbiamo ciò che serve per uscire da questo momento”
Ventitré anni ancora da compiere e nonostante ciò una maturità e un’esperienza da giocatore navigato. Dal suo arrivo in estate, Tommaso Berti è diventato uno dei riferimenti del centrocampo della Cremo ed è sempre sceso in campo nelle prime nove gare ufficiali, segnando anche due gol. Il classe 2004 è intervenuto in conferenza stampa al termine dell’allenamento mattutino per parlare del suo ambientamento in grigiorosso e non solo.
In questa prima parte di stagione hai lavorato con due diversi tecnici. Con il passare delle giornate senti crescere la fiducia di mister Pecchia nei tuoi confronti?
“Prima di tutto ci tengo a dire che a Cremona mi son trovato benissimo sin dal primo giorno, con la città e con i miei compagni. Ogni allenatore ha il proprio modo di lavorare e io mi sono trovato bene con entrambi. Con mister Giampaolo ho fatto soprattutto il ritiro, era un momento diverso della stagione. Anche con mister Pecchia mi sono trovato bene sin da subito e speriamo di continuare a lavorare nel migliore dei modi”.
Come vivete questo inizio di campionato all’interno dello spogliatoio?
“Sappiamo che i punti raccolti sin qui sono pochi, ma ogni settimana lavoriamo bene e il clima che si respira è quello giusto. Chiaramente serve qualcosa in più durante la partita, ma con il gruppo e le individualità che abbiamo i risultati arriveranno e saranno frutto del lavoro svolto”.
A Pisa hai segnato dopo essere stato spostato dietro Nasti. Quello è il ruolo in cui ti senti meglio?
“Che sia mezzala o trequartista per me è indifferente, cerco di fare il lavoro che mi viene chiesto dal mister. Sicuramente è una zona del campo nella quale si può rischiare la giocata e spaziare sulla trequarti, ma ciò che conta è dare il massimo e fare bene”.
Secondo te come si può migliorare?
“Il miglioramento passa dall’allenamento, noi lavoriamo sempre bene e tutti danno il massimo. Probabilmente serve mettere qualcosa in più durante la partita, ma sono sicuro che arriverà perché i risultati sono frutto del lavoro che c’è e che si vede”.
Pensi di poter prendere in mano le redini del centrocampo?
“Voglio fare bene e portare bonus, che siano gol e assist oppure occasioni da gol trovando gli spazi giusti. Il calcio è uno sport di squadra, nel campionato serve l’aiuto di tutti e io cerco solo di fare del mio meglio”.
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Che atteggiamento hai notato nella squadra in questi primi mesi a Cremona?
“Ho trovato un gruppo positivo e compagni che hanno grande voglia di rifarsi, immagino che non sia facile ripartire dopo una retrocessione. Per riprendersi la soluzione è sempre il lavoro, aiutarsi a vicenda cercando di sostenere i propri compagni. Così può formarsi un gruppo solido capace di vincere le partite”.
Pensi che la tua qualità possa portare valore alla Cremo? Hai un obiettivo realizzativo?
“Spero di creare tante occasioni da gol e superiorità per poter dominare il gioco, ma allo stesso tempo ho 22 anni e tanto da imparare dai miei compagni. Lavoro per poter fare sempre meglio rispetto alla stagione precedente, ovviamente guardando ai numeri solo fino ad un certo punto perché a contare è il risultato di squadra”.
Hai dalla tua una convocazione in Nazionale maggiore e giochi in Under 21..
“Sono cose difficili da descrivere, la Nazionale è qualcosa che chiunque sogna sin da piccolo. Quando entri in campo con la maglia Azzurra, che sia tra i titolari o in panchina, l’inno ti riempie di orgoglio: questo vale anche in Under 21 e ti porta a dare tutto in campo. Mister Baldini sa bene come infondere carica e responsabilità, permettendoci di andare in campo dando il massimo. Penso che i risultati si vedano”.
La tua mamma ha giocato a calcio a cinque. Hai preso da lei la capacità di giocare in spazi ridotti?
“A volte scherzo con mio papà, che ha un passato tra seconda e terza categoria, dicendo che ho preso il talento dalla mamma. Giocare nello stretto e di prima mi piace tanto, a volte forse esagero un po’, ma giorno dopo giorno si può migliorare”.
Sei alla seconda esperienza lontano da casa dopo quella a 18 anni con la Fiorentina. Come la stai vivendo?
“La Romagna è casa mia e lo sarà sempre, perché mi sono trovato benissimo. Penso però di avere l’età giusta per vivere fuori, lontano dagli affetti. Questo permette di crescere tanto fuori dal campo e portare con me un bagaglio di esperienza non scontato, oltre a gestire situazioni che a casa avrei imparato più avanti. Penso che sia sempre importante fare esperienze del genere, dopo l’anno che ho trascorso a Firenze sentivo di essere cresciuto e sono certo che anche questa avventura mi darà tanto”.
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