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Agazzi: “Che emozione giocare allo Zini”

23 Settembre, 2026

Dai primi passi nel Settore Giovanile all’età di otto anni fino all’esordio con la prima squadra: dopo tre stagioni in prestito per accumulare esperienza, Federico Agazzi è tornato a frequentare i viali del Centro Sportivo “Giovanni Arvedi” in cui è cresciuto ed è parte integrante del gruppo a disposizione di mister Pecchia in compagnia di altri ragazzi con cui ha condiviso il campo ai tempi della Primavera (e non solo). Il portiere classe 2004 è intervenuto in conferenza stampa al termine dell’allenamento di questa mattina.

In tutti questi anni a Cremona c’è una persona o un momento che ritieni sia stato significativo per la tua carriera?
“Non mi sento di citare un solo momento o una sola persona, sono qui da quando ho otto anni e ho avuto tantissimi allenatori che mi hanno lasciato qualcosa. Per la mia crescita sento di dover ringraziare tutti coloro che hanno lavorato con me e tutti i compagni che hanno fatto parte del mio percorso”.

Cosa significa per te essere riuscito ad esordire in Prima squadra?
“Le emozioni sono grandi e indescrivibili, entrare allo Zini davanti ai nostri tifosi è il sogno di chiunque entri al Centro Sportivo “Giovanni Arvedi”. Spero che la mia storia possa spingere altri ragazzi a crederci sempre, come è successo a me e ad altri miei compagni”.

Sei un portiere a cui piace giocare con i piedi. Frutto del lavoro nel settore giovanile o delle tue ultime esperienze?
“Si tratta di una caratteristica che sento mia, l’ho coltivata nelle giovanili e anche negli ultimi anni all’Alcione ci ho lavorato tanto. Con la palla tra i piedi mi sento tranquillo e per questo mi piace giocare”.

Sembri un tipo molto tranquillo tra i pali, uno che bada alla concretezza più che agli interventi spettacolari…
“Mister Coppola mi dice sempre di prendere dei rischi calcolati, di giocare quando è possibile e di non rischiare se non è il caso. A me piace essere efficiente”.

Come vivi la concorrenza nel ruolo, anche in vista del rientro di Fulignati?
“Come è giusto che sia c’è concorrenza, ma fa bene a tutti e aiuta a spingere sempre forte durante gli allenamenti. Posso solo ringraziare sia Fulignati che Festa per la disponibilità che hanno avuto nei miei confronti sin dal primo giorno. Per me poter imparare da loro è preziosissimo, il mister farà le sue scelte e le rispetteremo”.

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Dopo le esperienze in Serie D e C stai affrontando la Serie B. Come è stato il tuo impatto con questa categoria?
“Sicuramente si percepisce che il livello è ancora più alto. Con l’Alcione abbiamo vinto il campionato di Serie D, dopo la promozione ho trovato poco spazio mentre l’anno scorso ho fatto un buon campionato. Voglio ringraziare la società per i tre anni che ho vissuto lì e le persone con cui ho condiviso questo percorso”.

Dove può arrivare questa Cremo?
“Noi siamo una squadra forte con un gruppo altrettanto forte. La sosta ci può aiutare ad apprendere meglio le idee del mister e sono convinto che potremo fare un buon campionato”.

Tornando al tuo esordio, cos’hai provato quando sei entrato allo Zini? Qual è la tua parata preferita sin qui?
“Una grande emozione, un po’ di tensione c’era ma l’ho lasciata alle spalle con il fischio d’inizio. Purtroppo è stato un esordio amaro per quello che è successo nelle ore precedenti e per il risultato, ma le emozioni sono state tante. Le parate a cui sono più legato sin qui sono quella di Parma e quella su Di Mariano in casa, magari non spettacolare ma comunque difficile”.

Davanti a te hai una linea difensiva composta da tanti giocatori esperti da “comandare”. Che rapporto hai con loro? E c’è un giocatore a cui ti ispiri?
“I ragazzi mi dicono spesso di parlare e aiutarli, questo mi aiuta perché sento tanta fiducia. Come riferimento direi Carnesecchi, ci siamo anche allenati insieme e lo seguo con piacere perché mi piace come si comporta in campo”.

Quest’anno la Cremo sta puntando su tanti giovani. Quanto conta questo aspetto?
“I giovani sono importanti perché danno un pizzico di spensieratezza tipico della nostra età. Penso che con i più esperti possa uscire una bella amalgama. Quest’anno siamo in tanti ragazzi e sta a noi farci trovare pronti quando veniamo chiamati in causa”.