La conferenza di presentazione di mister Pecchia
Questa mattina, presso la sala stampa del Centro Sportivo “Giovanni Arvedi”, mister Fabio Pecchia è stato presentato ai giornalisti locali come nuovo allenatore della Cremonese. Ad introdurre la conferenza stampa è stato l’intervento del direttore generale Paolo Armenia, seguito dal direttore sportivo Christian Botturi.
Il direttore generale Paolo Armenia: “Una scelta fatta nell’interesse della Cremonese”
“Prima di tutto ringraziamo Marco Giampaolo e il suo staff per l’attività svolta da parte di tutta la società. Parlando di attualità, ripercorro i passaggi che hanno portato ad oggi. Nel post partita di Cremonese-Modena è stato aperto un confronto, un’analisi durata due giorni per prendere decisioni soppesate, perché quando si solleva un allenatore dall’incarico dopo due partite bisogna dare il giusto peso alle scelte, che sono state fatte nell’interesse della Cremonese, e si è considerato opportuno non procrastinare. La decisione è arrivata a ridosso della partita di Parma, e nel post partita abbiamo comunicato l’esonero a Marco Giampaolo. Fabio Pecchia è stato contattato per verificarne la disponibilità appena prima della partita di Parma con una telefonata interlocutoria, ma tutto si è concretizzato tra la notte di martedì e la mattina di mercoledì, per consentirgli di guidare l’allenamento mercoledì pomeriggio. Ritenevo doverosa questa disanima e il racconto dei fatti”.
Il direttore sportivo Christian Botturi: “Fiducia nella rosa, mister Pecchia porta un’identità precisa”
“Quando si opera un cambio di allenatore significa che qualcosa non è andato bene. La stagione è iniziata con un ottimo ritiro che ha permesso di consolidare il gruppo, che tutt’ora è sano e composto da giocatori che credono nel progetto. Ma non possiamo nascondere che le prime giornate di campionato hanno portato a delle considerazioni interne che io stesso ho riportato a squadra e allenatore. Potevamo aspettare o decidere subito per il bene della Cremonese e abbiamo scelto la seconda. Sarò sincero, emotivamente sono diviso a metà: con mister Giampaolo e il suo staff la relazione è ottima, c’è amarezza, ma abbiamo preso una scelta per il bene della Cremonese. Dall’altra parte sono positivo e consapevole di avere a disposizione un gruppo di ragazzi che può fare senz’altro meglio rispetto alle prime due giornate di campionato. La scelta di mister Pecchia di tornare ha certificato che il gruppo è di valore.
L’arrivo del mister coincide con la chiusura del calciomercato, quindi ritengo giusto fare un bilancio. La sessione estiva si è chiusa con 31 operazioni in uscita, di cui il 50% a titolo definitivo, e 12 in entrata di cui due prestiti: Licina, in prestito secco, e Fellipe Jack, in prestito con diritto di riscatto. Attualmente abbiamo una rosa di 28 giocatori composta da un mix di esperti e giovanissimi. Circa il 35% dell’organico è composto da Under 23 e ben cinque di loro sono Under 21 che provengono dal nostro Settore Giovanile e che hanno già esordito e raccolto parecchi minuti. Considerando questi ultimi e gli ingressi di Berti, Licina e Fellipe Jack l’età media del gruppo è di 27 anni, circa due anni in meno rispetto alla scorsa stagione: possiamo ancora fare meglio, ma siamo soddisfatti di questo abbassamento. Concludo soffermandomi su due situazioni di cui si è parlato in questi giorni. La cessione di Folino è nata per andare incontro alle esigenze del ragazzo, che a più riprese ha chiesto la cessione e non volevamo tenere qui controvoglia. Per quanto riguarda Shpendi, il giocatore ci è stato proposto e lo abbiamo valutato in quanto profilo interessante, ma nel reparto offensivo non abbiamo mai messo giocatori sul mercato. Fabio Pecchia è un allenatore con determinate caratteristiche, conosce Cremona, ha principi tecnici, tattici ed emotivi precisi. Ora che il mercato è concluso ed è arrivato il mister, la palla passa ai giocatori: ho già ripetuto loro che c’è massima fiducia da parte della società e che mi fido delle loro capacità. In campo rappresentano non solo sé stessi con il nome sul retro, ma anche una città, la proprietà e tutti i tifosi attraverso lo stemma cucito sul petto.
Mister Pecchia: “Sono emozionato, voglio una squadra che emozioni e faccia emozionare“
“Buongiorno a tutti, sono contentissimo di essere qui. Mi sono emozionato quando sono tornato qui al Centro Sportivo “Giovanni Arvedi”, quando ho parlato con la squadra e anche ora che sono qui in conferenza, lo sarò anche quando tornerò allo Zini. Ci tengo a rivolgere un pensiero a Marco Giampaolo, a lui mi lega un rapporto di stima professionale e amicizia. Voglio abbracciarlo dal punto di vista umano perché un esonero lascia sempre una ferita profonda”,
Iniziano le domande a mister Pecchia da parte della stampa.
Bentornato mister. Ci sono delle analogie tra le sua ultima Cremonese e la squadra che trova oggi?
“Parlare del passato vale fino ad un certo punto, quella squadra fu costruita tenendo conto della mia idea di gioco, con elementi funzionali. Qui devo costruire un’idea di gioco su una squadra giovane e con dei ragazzi di proprietà, averne cinque che provengono dal settore giovanile grigiorosso, di cui due del territorio cremonese, dev’essere una soddisfazione per la società e per tutta la società. Qualche anno fa Agazzi e Lottici Tessadri li vedevo allenarsi su altri campi con le giovanili e ora sono con la prima squadra, è molto emozionante. Dovrò trovare il vestito giusto sia per questi ragazzi che per i più esperti”.
Come ha trovato la squadra a livello psicologico dopo le due sconfitte in campionato?
“C’è stata anche una bella vittoria in Coppa Italia. Io ho cercato di avere un contatto diretto con ognuno di loro, esternamente li conosco ma devo anche andare nel profondo. Ho percepito un buon clima, mi aspetto di vedere dai giocatori più esperti senso di responsabilità e i giusti comportamenti nei confronti dei giovani, che devono avere le giuste guide. Nella mia ultima esperienza qui avevamo ottime guide e anche stavolta le dobbiamo trovare”.
Si è dato un lasso di tempo entro il quale vuole far vedere la sua impronta?
“Il mio obiettivo è quello di creare una forte identità, in modo che la squadra sia riconoscibile e faccia divertire. Voglio creare un gruppo forte, nel quale tutti si possano sentire protagonisti: non è semplice, ho 25 giocatori di movimento e cercherò di metterli tutti a disposizione. Il campionato lo conosciamo tutti, arriveranno momenti in cui ci sarà bisogno di tutto il gruppo. Dovrò lavorare per costruire una squadra che giochi a calcio per vincere e che vada veloce, forte”.
Cosa vorrebbe vedere subito in campo domenica?
“Prima ho parlato di senso di responsabilità. Servirà far vedere che ci siamo anche noi, che ce la vogliamo giocare, che vogliamo vincere la partita. Non mi piace parlare di coraggio, perché serve in altri contesti, ma di una squadra che si emozioni a giocare e che emozioni: serve una squadra viva, frizzante, che giochi per fare gol. Mi aspetto una reazione perché conosco la spinta del popolo grigiorosso e ora sta a noi fare un passo”.
Al termine della sua prima esperienza a Cremona disse che si era chiuso un ciclo. A distanza di anni, vuole raccontare di più sul suo addio?
“Come ho detto in altre occasioni, era una questione di energia. Ai tempi si era creato qualcosa di speciale e oggi sono tornato perché Cremona è stata speciale. In quel momento non c’erano più energie, è stato qualcosa di fantastico e non volevo rompere la magia. Ora devo ringraziare il Cavaliere Giovanni Arvedi, la proprietà e tutto il club che hanno avuto fiducia nei miei confronti e mi hanno chiamato per lavorare con la Cremo. Ora bisogna mettersi al lavoro, e serve il contributo dei giocatori più esperti, dei giovani, di tutto lo staff e delle componenti del club come fu nella mia ultima esperienza. Ancora una volta chiedo a tutti di lavorare per il bene della Cremo con una stessa identità e una stessa idea”.
Ha dato indicazioni per operare sulla rosa nelle ultime ore di mercato?
“No, io sono arrivato a mercato chiuso con una rosa definita. Negli anni ho sempre seguito la Cremonese con un occhio di riguardo e quindi conosco la squadra, ci sono tanti giocatori di qualità. Ho visto Giampaolo lavorare moltissimo con la palla, quindi la base è molto alta. Noi dobbiamo lavorare per poter attaccare con energia e andare in porta con continuità”.
Come spiega la differenza di prestazione tra Modena e Parma?
“Da fuori posso valutare fino ad un certo punto, entrambe le partite danno spunti sui quali si può lavorare. Noi dobbiamo concentrarci su come creare certe situazioni, per esempio i gol di Lottici e Licina sono nati da giocate di qualità e noi dobbiamo ricercarle. Io sono anche un’esteta, cerco situazioni del genere che allo stesso tempo possano servire per vincere”.
Il suo è un curriculum con tre promozioni in Serie A. Qual è il suo obiettivo per questa stagione?
“Vincere è sempre molto impegnativo e complicato, ancor di più se lo si deve fare nello stesso posto. Il mio obiettivo è tornare a Cremona per fare qualcosa di speciale e farlo insieme. Spingo tutti in quella direzione. La Cremonese vuole essere sostenibile e stare nel tempo in determinate posizioni e per farlo c’è bisogno di lavoro e costruzione. Il mio obiettivo è Padova, una squadra tosta che ha messo sotto Pisa e Verona, quindi il mio focus è quello”.
Come affrontare la sfida di domenica? E come prepararla in pochi giorni?
“Mi voglio affidare al gruppo, che in questi due mesi ha lavorato tanto. Dal punto di vista tecnico-tattico il tempo è quello che è, ma a livello mentale voglio una reazione carica e forte, con tanta umiltà. Abbiamo bisogno di tanta energia”.
Dovremo aspettarci delle novità dal punto di vista tattico?
“Non credo che ci saranno stravolgimenti né rivoluzioni, voglio che i ragazzi arrivino con tanta energia perché va affrontata nel modo giusto”.
Trova una Serie B diversa rispetto alla sua ultima esperienza? L’impressione è che ci siano molte più squadre che cercano il risultato attraverso il gioco…
“Forse l’avvento di tanti nuovi allenatori giovani ha cambiato qualcosa, ci sono probabilmente più squadre che ad inizio stagione cercano di giocare. Ma bisogna avere la forza di portare avanti queste idee più avanti e portarle fino in fondo. In questo dobbiamo essere bravi, affrontare le difficoltà e non fare passi indietro, ma anzi aggiustando di volta in volta l’identità di gioco”.
Come ha vissuto l’ultimo anno e mezzo senza panchine?
“Dopo l’esperienza a Parma ho riflettuto molto, avevo bisogno di allargare gli orizzonti. Ho fatto confronti con metodologie anche molto diverse dalla mia all’estero, in Germania e Inghilterra. Nel calcio stanno cambiando tante cose che poi incidono sulle partite singole e sui campionati, dalle regole all’utilizzo di strumenti come il VAR. La mia metodologia resta la stessa, ma ci sono stati aggiornamenti e situazioni su cui lavoreremo”.
Quali sono le condizioni di Barbieri e Baschirotto? Saranno convocati per domenica?
“Barbieri non è ancora nelle condizioni giuste per essere convocato. Baschirotto e Thorsby lavorano in gruppo ma non hanno ancora la condizione per giocare. L’obiettivo è livellare la condizione di tutta la squadra il prima possibile”.
Licina ha debuttato con una grande prestazione. Sulla trequarti ci sono tanti giocatori su cui può fare affidamento…
“Io ho sempre preferito avere tante soluzioni e anche la squadra entrerà nell’ordine delle idee che ci potranno essere cambi pur mantenendo la struttura. Licina ha fatto grandi cose, sappiamo cosa significa lavorare con i giovani e lavorare con gli up and down tipici di quell’età. Berti l’ho visto spesso l’anno scorso, il fatto che lui come altri sappia giocare e leggere le situazioni è un grande vantaggio. Abbiamo anche giocatori che ci portano struttura, questo è un vantaggio. Ora la palla passa a me”.
- La conferenza di presentazione di mister Pecchia
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