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Berti: “Cremo tappa stimolante, non vedo l’ora di iniziare”

26 Giugno, 2026

Dai primi passi nella squadra del proprio quartiere fino all’arrivo nel calcio dei grandi, con tanto di convocazione in Nazionale maggiore. Nel mezzo una lunga gavetta sul campo e tante corse in bici, una delle sue passioni più grandi. A poche ore dal suo arrivo in grigiorosso, Tommaso Berti ha raccontato le proprie emozioni e la propria storia, paragonando la sua nuova avventura alla tappa di un grande giro: “La Cremo per me rappresenta una tappa di montagna, una di quelle che ti mette alla prova e serve per dimostrare chi sei. Sono veramente contento e non vedo l’ora di iniziare per conoscere la squadra e la città”.  

Quali sono le tue prime emozioni da giocatore della Cremo? 
“Ne provo tante e tutte sicuramente positive, sono felice di essere qui e di essere arrivato fin da subito perché avrò tempo di integrarmi e conoscere i miei nuovi compagni”. 
 
Come è nata la tua passione per il calcio e quando hai capito che saresti potuto diventare un professionista? 
“Ho iniziato a cinque anni nella squadra del mio paese, a Calisese, e poi a otto anni è arrivata la chiamata del Cesena. Da lì ho poi vissuto tutta la trafila del settore giovanile e piano piano ho iniziato a pensare che potesse nascere qualcosa, finché non sono arrivato in prima squadra”. 

Lo scorso giugno hai ricevuto la chiamata della Nazionale maggiore. Cosa si prova in quei momenti?  
“Le prime persone che ho chiamato sono stati i miei genitori. Ho vissuto dieci giorni indimenticabili con emozioni grandissime e incredibili, perché penso che giocare per l’Italia sia il sogno più grande di qualsiasi giocatore italiano. In più abbiamo vinto due partite e ho avuto la fortuna di allenarmi con campioni come Donnarumma e Pio Esposito, oltre a tanti compagni fortissimi”. 

Con l’Italia Under 21 hai avuto modo di allenarti al Centro Sportivo “Giovanni Arvedi” e vivere una partita allo Zini. Che esperienza è stata? 
“Il centro mi ha fatto veramente una bella impressione e ci ha portato bene, perché abbiamo vinto contro l’Armenia. Non vedo l’ora di tornare ad allenarmi lì”. 

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In carriera hai condiviso lo spogliatoio con alcuni ex grigiorossi. Hai parlato con loro della tua nuova avventura? 
“Sì, ne ho parlato con Michele Castagnetti che ha speso bellissime parole su Cremona città e sulla squadra in generale. Mi ha confermato che sto andando in un posto molto bello”. 

Che passione hai fuori dal campo? 
“Da buon romagnolo sono un grande appassionato di ciclismo grazie a Marco Pantani, che è l’idolo di tutti. Poi ho anche una grande passione per i motori e per la Formula 1, tifo Ferrari. In più ogni tanto mi piace suonare il pianoforte, ma solo per diletto”.  

Se dovessi paragonarti ad un ciclista, chi saresti? 
“Essendo un po’ leggero direi che sono uno scalatore. Pantani è il mio idolo, ma se dovessi citarne uno attuale direi Egan Bernal, un ciclista colombiano che mi piace molto per il modo in cui corre”. 

Se dovessimo paragonare la tua carriera ad una corsa a tappe, che tappa rappresenta la Cremo? 
“Una tappa di montagna, importante per un grande giro, che ti mette alla prova e stabilisce chi sei. Sicuramente una tappa molto stimolante da affrontare”. 

C’è qualcosa che la gente non vede nel percorso di un ragazzo che sogna di diventare calciatore? 
“Probabilmente chi non fa parte di questo mondo non vede i sacrifici che un ragazzo nel pieno della propria adolescenza è chiamato a fare per raggiungere i propri sogni, come rinunciare a qualche uscita con gli amici per preparare al meglio la partita della domenica. Sono piccole cose che esternamente potrebbero non notarsi”.  

Ci hai parlato di obiettivi, di sogni, di traguardi già raggiunti. In questo momento qual è il tuo sogno, anche al di fuori del mondo del calcio? 
“Più che sogno, il mio obiettivo è quello di stare bene e fare ciò che mi piace. Per ora ci sto riuscendo e con il tempo spero di raggiungerne anche altri”.